11 Mediterranea
L'opera, realizzata nell’ambito dell’annuale manifestazione delle gallerie romane, si presenta come un padiglione circolare costituito da venti elementi, a loro volta formati da coppie di araldici delfini intrecciati.
L'opera, realizzata nell’ambito dell’annuale manifestazione delle gallerie romane, si presenta come un padiglione circolare costituito da venti elementi, a loro volta formati da coppie di araldici delfini intrecciati.
Per la sua mostra personale Dompè ha scelto - come un omaggio a Roma - il tema romano per eccellenza, ricostruendo le Terme, il luogo prediletto della vita sociale.
Realizzata nel corso di un lungo soggiorno giapponese, reso possibile da una borsa di studio della Japan Foundation, l’opera si inserisce nel silenzioso bosco interrotto da distese di bamboo nano come un intervento forte e al tempo stesso rispettoso dell’ambiente del quale entra a far parte.
Le Domus de Janas (letteralmente “case delle fate”) sono luoghi funerari, tombe scavate nella roccia diffuse in buona parte della Sardegna e identificate - secondo alcune tradizioni locali - con le abitazioni delle Janas, esseri mitici che potremmo definire maghe, o streghe.
Nell’ambito delle iniziative collegate al Festival di Todi, Dompè ha realizzato la sua Summa Cavea con un gioco sottile che coinvolge il pubblico degli spettacoli teatrali.
Funda tracta, una rete lanciata a costruire un dialogo forte con lo spazio in un vasto vano delle sottostrutture del Palazzo dei Consoli.
Il Waldhof, antico nucleo suburbano di Bielefeld, era una nobile corte non sottoposta ai vincoli feudali, all’interno della quale coloro che avevano commesso reati trovavano un asilo sicuro, potevano salvarsi e recuperare la libertà; lo statuto particolare del Waldhof era simboleggiato da un passaggio, da molto tempo ormai murato e visibile come una nicchia all’interno della cerchia muraria.
Nella chiesa sconsacrata di San Domenico a L ’Aquila, Dompè ha proposto un tema che rielabora in modo del tutto originale un tipico arredo sacro degli edifici di culto cristiani, spostandone la posizione e conferendogli una assoluta centralità.
Utilizzando una parete limitata ai lati da due aperture, Maria Dompè ha costruito nella galleria romana in ristrutturazione il suo Varco, un passaggio mentale che contrasta con i “veri” vani comunicanti con gli altri ambienti dello spazio espositivo.
L'opera è stata realizzata per Visioni di Hymnen, esposizione collettiva nella quale giovani artisti italiani sono stati invitati a progettare alcuni allestimenti originali per le musiche di Stockhausen.